Andrearossella/ Marzo 13, 2018

Quando a casa Pagano entra un virus, è così felice che chiama tutti i suoi amici (anche i cugini batteri, che a loro volta chiamano altri amici) per fare una grande festa! Nella nostra dimora party di questo tipo possono essere molto divertenti perché c’è molto “materiale umano” a disposizione.

Prendiamo come esempio questo inverno: il terribile (almeno per le influenze) gennaio 2018.

Dopo qualche giorno dal rientro alla nostra “anomala” normalità dopo le vacanze di Natale, Maddalena si ammala. Febbre a 39. IL VIRUS è ENTRATO.

Si apre a questo punto tra noi genitori un dialogo che è diventato ormai abituale quando si manifestano situazioni simili. Confronto ricorrente sebbene inutile ad apportare alcuna soluzione, eppure vitale per entrambi:

  • Lo sapevo. Ecco, ora la prenderanno tutti.

  • Ma no, cosa dici. L’ha solo presa Maddalena.

  • È chiaro, dopo di lei ci sono gli altri..

  • Esageri come al solito, non è detto che tutti la prendano, bisogna solo stare un po’ attenti.

  • Già me lo sento, dovrò stare chiusa in casa il prossimo mese per colpa di questa maledetta influenza!

E infatti aveva ragione Rossella, che da un mese è chiusa in casa. Perché mentre Maddalena si ristabiliva, ecco che Natan si ammalava.

Ora, a onor del vero, nel suo caso parliamo di UN PROFESSIONISTA nel campo. Natan è così spesso ammalato che tendiamo a vivere i suoi momenti di piena salute come stati di grazia, occasioni giubilari della nostra famiglia. Come tutti i professionisti anche lui ha una specialità: OTITI. Dieci negli ultimi 11 mesi, fino a 3 nello stesso mese, con particolare propensione alla perforazione del timpano destro, ma con esperienze anche di quello sinistro e di perforazione contemporanea di entrambi i timpani!

Tornando al ciclo influenzale, manco a dirlo, con l’influenza Natan ha avuto anche un’otite. E la settimana dopo, un’altra. Mentre prendeva ancora l’antibiotico per la prima. Insomma un film dell’orrore.

Bene, tra l’influenza + otite e la seconda otite di Natan, ecco che Emanuele si ammala. Altri 5 giorni di furore.

Fine Gennaio. Si ammala LA MAMMA. Ora, quando si ammala una Mamma, la situazione non è paragonabile a nessun’altra. Nella vita di una famiglia e di una casa, benché le donne e le mamme siano affrancate e lavorino, e non siano certo le sole a occuparsi della casa e dei figli (sebbene il tema meriterebbe un approfondimento), quando si ammala La Mamma è un problema serio. La questione è che lei non può ammalarsi! Se si ammala, le tocca fare lo stesso quasi tutte le cose che fa quando non è ammalata. Perché i figli lo stesso la cercano, la chiamano, la esigono, anche perché il papà è al lavoro comunque, e non ci sono tante altre possibilità. E quando La Mamma è malata, chi va a prendere i bambini a scuola? Chi gestisce la cena se il papà fa tardi al lavoro? E ancora, come farà lei a resistere ai lunghi pomeriggi con tutti i figli a casa? Il tema della malattia, dei bambini e in particolare dei genitori, introduce alla questione centrale AIUTI, così vitale per una famiglia numerosa che vive senza i nonni vicino.

In questi casi scatta il “CODICE ROSSO” e si cerca qualunque tipo di aiuto si ricorre a tutti mezzi possibili e sufficientemente adeguati: vicini di casa conosciuti, quasi conosciuti o quasi sconosciuti, gruppi whatsapp dei genitori che improvvisamente ci fanno capire perché abbiamo resistito a giornate con 853 messaggi non letti relativi alle previsioni meteo per il giorno della gita o alle foto e i video di ciascun genitore presente alla festa di natale, e finalmente possono mostrare una parvenza di utilità quando chiedi: “Sono malata, qualcuno può portarmi a casa Maddalena dopo la scuola?”. E qualcuno che ti aiuta c’è. Anche questo è un esercizio di comunità.

Finita la malattia di Rossella, ecco che guardiamo al futuro con rinnovata speranza. Sembra che la situazione ormai sia risolta e riusciamo a intravedere un weekend in salute. Non stiamo più nella pelle… per domenica è previsto un bel cielo sereno! Ci concediamo persino il lusso di valutare diverse possibilità! Acquario di Cattolica? Gita culturale a Ferrara? Passeggiata sulla neve a Febbio?

Ma puntuale il virus malefico ritorna. Ore 3.30 di domenica notte, il termometro segna 39.7: Emanuele (ri)cade vittima dell’influenza. E con la consapevolezza di avere sognato troppo in grande, riparte un nuovo giro di malattie. Emanuele sta ammalato una buona settimana con febbre a 39. Una gioia. E sul finire della settimana si riammala Natan. Con un’altra otite, ovvio. E, per celebrare l’evento, anche il papà cede alle lusinghe dei virus, dopo essersi vantato per oltre un mese di essere immune e superiore ad ogni male.

Giovanni rimane l’unico –per ora – indenne da questo insediamento virale in casa Pagano. E dire che si è impegnato nel cercare in tutti i modi di ammalarsi (per saltare la scuola) accorciando le distanze col componente della famiglia che di turno: coccole, baci e abbracci, uso promiscuo delle stoviglie. Ma niente. Giovanni, la speranza è l’ultima a morire! Come i virus, d’altronde.

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