Luciano/ Aprile 24, 2018

Per definizione, la biblioteca è un luogo dove si possono leggere storie scritte sulla carta o narrate per immagini.

Tra le tante violente, commoventi, esaltanti, che riguardano la Seconda Guerra mondiale e la lotta partigiana, c’è una storia scritta in un libro e narrata in un film, ma che ogni anno, invece, i ragazzi della scuola Pertini si sentono raccontare dalla voce stessa della protagonista.

É quella di una bambina sfuggita alla morte, quando ogni persona o cosa intorno a lei veniva uccisa e bruciata. Una bambina trovata, ferita ma  ancora viva, da un soldato nazista. Un soldato che, contravvenendo a un ordine preciso, invece di dare il colpo di grazia a quella bambina, le ha salvato la vita.

Quando Liliana Manfredi racconta la strage della Bettola e la sua storia così unica, il silenzio della biblioteca è rotto soltanto dal suono della sua voce.

E alla fine, tra ragazzi o insegnanti c’è sempre qualcuno che chiede “ma non prova odio o rancore verso chi le ha ucciso i parenti, verso quei soldati?”. “Non si può vivere tutta la vita nell’odio. Non si può andare avanti con il rancore. E provo riconoscenza per il soldato che mi ha salvato, anche se so che forse era tra quelli che hanno ucciso i miei parenti”, risponde sempre Liliana.

Dopo quell’incontro, con Istoreco i ragazzi scopriranno che esistono altre storie di quegli anni che hanno segnato la vita di molti. Storie che sono attorno a loro, nei nomi delle vie che attraversano ogni giorno: Martiri di Vercalle, Ca’ Marastoni, Martiri di Minozzo, Martiri di Cervarolo, Fosse Ardeatine.

Fino a Domenico Manfredi, giovane partigiano al quale è dedicata la biblioteca di Rosta Nuova.

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