Luciano/ Maggio 30, 2018

Potrebbe accadere che i bambini scambino fischi per fiaschi, o parlino a vanvera, oppure che qualcuno di loro si metta a testa in giù per leggere i titoli dei libri alla rovescia. Di sicuro, quando capitano cose come queste, nella biblioteca di via Wybicki nessuno si stupisce. Perché in biblio siamo abituati a vedere il mondo anche alla rovescia o, appunto, “A testa in giù”, come propone il titolo di un bel libro di Bernard Friot.

E anche quest’anno, con l’arrivo della primavera la poesia è stata protagonista di queste sane stranezze. Con i bambini delle primarie, invitati a tradurre in versi le emozioni evocate da materie e cose toccate a occhi chiusi. Oppure con la traduzione nel linguaggio del teatro di quanto esprimono i bambini con il proprio corpo. Oppure con le letture di Nazim e Murubutu.

Mancava solo qualcuno che affermasse che Dante Alighieri ha inventato il genere Fantasy e, con il nono cerchio dell’Inferno, il mondo degli Zombi. Uno come Daniele Castellari che, a conclusione di un incontro sull’Inferno, ha proposto ai ragazzi della scuola Pertini un piccolo sondaggio. Secondo voi – ha detto – Dante: a) c’è stato davvero, poi è tornato per raccontarci com’è l’aldilà; b) si è inventato tutto; c) ha fatto un brutto sogno, dopo una serata di bagordi?”. 

Per la cronaca, le risposte si sono divise quasi equamente fra le tre ipotesi.

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