Andrearossella/ Giugno 5, 2018

Quando tu, onesto lavoratore, stanco ma soddisfatto delle tue fatiche quotidiane, apri il portone di casa e inizi a percepire pericolose vibrazioni dei muri. Quando tu, salendo i tre piani di scale che ti separano dalla tua confortante dimora, come se questa ascesa fosse l’ultima ed estenuante fatica quotidiana, inizi a udire minacciose grida selvagge, e le vibrazioni che prima dabbasso soltanto percepivi, si espandono sul soffitto e sulle pareti. Quando tu, ti trovi al cospetto della tua dimora (confortante avevo detto?), ecco in quel momento ti rendi conto che la giornata da onesto lavoratore è terminata, ma sta per iniziare la serata da coraggioso genitore, in uno dei momenti tra i più catartici della quotidianità

LA CENA.

Bimbi, mettete in ordine la stanza! Hai messo il pigiama? Noo!, ti sei fatto ancora la pipì addosso?! Questa stanza non è in ordine: cosa ci fa del pongo sopra il letto?! No, ora non potete saltare sul divano, anzi, dovete mettere a posto tutta la sala! Oggi di chi è il turno? Giovanni, vieni ad apparecchiare. Maddalena, ho detto di lavarti le mani! Emanuele non ti sei ancora cambiato! Perché le tue scarpe sono in camera?! Natan non posso tenerti sempre in braccio!

Bimbi, tutti a cena che è pronto! Non voglio sentire “che schifo”, il cibo che vi prepariamo noi è tutto buono. Su non fare storie Maddalena, te ne ho dato poco e ce la fai a mangiarlo. Emanuele, torna a sedere a tavola. Giovanni, a fare la pipì non potevi andarci prima? Nooo! Avete di nuovo rovesciato l’acqua per terra!! Va bene vai a fare la cacca ma poi torna a finire.

Di chi è il turno? Ah si, aiutami a sparecchiare, dai. Bimbi andate tutti a lavarvi i denti! Si va bene, potete giocare 5 minuti, ma intanto scegliete un libro da leggere. Si vengo a pulirti, un momento!

Arrivo a leggere, un momento che devo cambiare Natan! Ho detto ARRIVO! No, non possiamo leggere questo libro, ci metteremmo un’ora!

Una cena entusiasmante, insomma, dove i sapori forti non mancano.
Buon appetito!

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