Eluccia/ luglio 22, 2018

Mi piace attraversarlo, quel piccolo parco.
Non devo attraversarlo: voglio, scelgo di farlo.
In tutte le stagioni.
Perché è piccolo, discreto, accogliente, silenzioso, sospeso nel tempo che lo trasforma e in quello spazio che si trasforma.
Ed è anche senza nome, anche se tutti forse vogliono identificarlo con un loro nome, segreto…
Mi piace nelle sue ombre e nelle luci che gli alberi e le case intorno costruiscono, anche quelle delle panchine che però si voltano le spalle e forse non riescono a parlarsi.
Mi piace nelle macchie d’erba e negli spiazzi sterrati, dove la pioggia e il vento ricamano con gli aghi dei pini, i segni della pioggia, le impronte dei cani, dei merli, delle tortore.
Mi piace per il silenzio dove ogni tanto scoppia la voce dei bimbi che sono ritornati.
Mi piace tutto quel verde. Meglio: quei verdi.
Perché sono tanti i verdi del piccolo parco.
Quando guardo in giù li trovo nell’erba, nei trifogli, in qualche ortica, nella gramigna, nei tarassachi, nella malva che regala tanti fiori di un rosa intenso, nelle foglie cadute.
Quando guardo in su, li cerco tra i bagliori del sole che lambisce le foglie e le fa brillare: un tiglio, un pino, un platano sul tronco del quale il muschio ha disegnato tante mappe.
Credo che tutti abbiano dato un loro nome anche agli alberi. C’è lo storto e c’è tronchino, accanto a lui.
Io ho trovato Occhiobello, perché è strabico, proprio come me.
Un giorno forse gli porterò un paio di occhiali, così potremo anche vederci meglio.

di Eluccia Forghieri

Share this Post