andrea/ agosto 26, 2018

Domani si torna a casa. Ma la casa dov’è? Ho sempre invidiato quelli che hanno avuto il privilegio o la fortuna di vivere dove sono nati e di sentirsi bene dove stanno. Ed ancor di più per coloro che poi hanno deciso, avendone la possibilità, la voglia ed il coraggio, di partire per andare altrove, e che poi sono tornati arricchiti di esperienze a casa.

Li ho sempre invidiati perché per loro nel corso del tempo è come se fosse rimasta viva la prerogativa di poter tornare a casa come fosse un porto sicuro, mentre non è sempre così per tutti. Non è così, ad esempio, per chi è oggi a bordo della nave Diciotti di fronte al porto di Catania.
In questo agosto di caldo tropicale e tragedie a non finire, fa un po’ strano sentire che l’autoradio passa lo Stato Sociale, Una vita in vacanza. Perché domani si torna a casa. Reggio Emilia, dove non sono nato io, né Karin, mia moglie, ma dove sono nati tutti e 4 i nostri figli. Il contachilometri segna 3700 km, alla fine saranno quindi oltre 4000 i km fatti in quasi un mese di girovagare senza Tom Tom (rotto appena partiti) su una Opel Zafira (II serie, quella dei tassisti per intenderci), da Nord a Sud e viceversa.
E qui mi pongo, quindi, la prima ed ultima domanda di questo viaggio. Però tipo la domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto. Quel tipo di domanda che si apre come le cipolle a diversi strati di grandi ed altrettanto importanti domande: ma dove stiamo andando?  Ce lo abbiamo un indirizzo? Svolto a destra o a sinistra? Lo si può fare – di andare al Sud Italia in macchina ad agosto – avendo appresso diversi bambini piccoli, compreso un neonato?

Ma ancora prima  (o dentro al cuore della questione, dipende dai punti di vista), tutto questo ha un senso? Lo sto vivendo per davvero? Sono stato io a decidere o tutto è successo e basta? Si può per davvero ancora incontrare una persona con la quale pensare di condividere più di una foto su Instagram, e magari metter su una famiglia? A prescindere, appunto, ed indipendentemente dalla risoluzione della fotocamera, dei cambi di operatore telefonico, contratto lavorativo e domicilio conosciuto? E tirarla su, questa famiglia, perfino numerosamente in barba all’Istat, senza essere necessariamente dei marziani, intendo?

Come noto e come ci ricorda a tal proposito Douglas Adams, la risposta alla domanda fondamentale sulla vita sviluppata in sette milioni e mezzo di anni di elaborazione dal secondo computer più potente di tutti i tempi (Pensiero Profondo) è stata al riguardo laconica: 42.

Giusto i miei anni perbacco! Quindi, direi di si. Indubbiamente si a tutto. E quindi, sabato 28 luglio, bollino nero per tutti, amici, conoscenti e Rai Isoradio compreso, alle ore 12,30 terrestri, incastonati tutti e tumulato tutto in una macchina dell’era anteriore a quella dei Suv, siamo partiti alla volta del Sud. Destinazione amici sparsi qui e là tra la Campania e la Sicilia.

A questo punto, per non tirarla troppo per le lunghe e per rassicurarvi su come sono andate le cose, come primo appunto in questa nostra Guida galattica, direi che ci sta giusto la nota finale: 4125 km dopo la nostra partenza, giovedì 23 agosto siamo tornati alla base, più o meno sani e salvi! Ma soprattutto pieni di una consapevolezza profonda: aveva proprio ragione Pensiero Profondo. La questione non sta tanto nella risposta, quanto nella domanda da cui partiamo…

In molte delle civiltà meno formaliste dell’Orlo Esterno Est della Galassia, la Guida galattica per gli autostoppisti ha già soppiantato la grande Enciclopedia galattica, diventando la depositaria di tutto il sapere e di tutta la scienza, perché nonostante presenti alcune lacune e contenga molte notizie spurie, o se non altro alquanto imprecise, ha due importanti vantaggi rispetto alla più vecchia e più accademica Enciclopedia: Uno, costa un po’ meno; Due, ha stampate in copertina, a grandi caratteri che ispirano fiducia, le parole “NON FATEVI PRENDERE DAL PANICO”. […] E, nel caso in cui ci fosse un’inesattezza tra quanto riportato nella Guida e la Vita, ricordate che in realtà è la vita ad essere inesatta.

(Douglas Adams, Guida galattica per gli autostoppisti)

 
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