luca/ settembre 5, 2018

Con l’avvio dell’autunno, aspettando l’inverno, noi parliamo di primavera

La missione del regista consiste nel creare un clima particolarmente adatto alla nascita di nuovi germogli, una stagione propizia affinché le cose NASCANO. Per fare in modo che le foglie spuntino da sole, mentre l’anima ruzza e salta come una ragazzina di quindici anni. Pensate che sia semplice organizzare una primavera? Dimostrare a tutti che si può ricominciare dal principio, e farli correre tutti non si sa bene dove? No, non è semplice, ma mi sembra che sia in questo l’essenza della professione registica: organizzare la primavera.

Prendo a prestito queste parole di Jurij  Alschitz che sono destinate alla figura del regista per traslarle alla figura del conduttore di laboratori teatrali. Molto spesso ci viene chiesto: che cosa si fa durante i vostri laboratori? insegnate a recitare? Insegnate a parlare in dizione? Insegnate a interpretare un personaggio? Sarebbe semplice poter rispondere: si, nei nostri laboratori si impara la fonetica, la dizione, la vocalità, l’interpretazione. Si impara a recitare. Così di fatto non è. O meglio non lo è in parte. Il percorso laboratoriale che proponiamo e che abbiamo per anni sperimentato su noi stessi è un processo creativo, è un percorso che impiega la totalità della persona: voce, corpo, emozioni, sentimenti, memoria emotiva. In questo percorso improntato principalmente sullo strumento delle improvvisazioni, emergono le particolarità, le attitudini, le tendenze creative di chi lo intraprende. Attraverso improvvisazioni, sollecitazioni, spunti, impulsi creativi, stimoli musicali, attivazioni, emerge l’energia della persona. Attraverso il lavoro sullo spazio, sul ritmo, sul corpo, sulle emozioni, sulla memoria, sulla voce emerge piano piano la sua portata creativa, la sua espressività. E’ un processo lento, che richiede tempo perché non tutti siamo uguali per fortuna.  Per fare questo è necessario osservare attentamente e senza giudizio le persone con cui si lavora, sia individualmente che a livello gruppale. Ogni laboratorio è diverso dall’altro perché sono diverse le persone che lo compongono, è necessario quindi adeguarsi al gruppo e ritarare il metodo di lavoro ogni volta. Non esiste in questo processo creativo un giusto e uno sbagliato, non c’è un movimento giusto o una voce sbagliata, esiste la possibilità, per ognuno diversa, di compiere un atto creativo che sarà differente da persona a persona. Tutto questo bagaglio, queste ricchezze creative, questi germogli di espressione che emergono all’interno del laboratorio devono poi essere in qualche modo organizzati e da qui si comincia appunto a organizzare la primavera. Quindi no. Non insegniamo a recitare, tentiamo di organizzare primavere.

Con questo spirito e questo metodo di lavoro saremo “Tutti fuori” il 22 settembre in piazza Pablo Neruda per un evento fatto di teatro musica giochi e narrazioni e soprattutto persone, questo sarà il luogo in cui presenteremo il laboratorio di teatro che sarà rivolto agli abitanti del quartiere di Rosta nuova e a tutti quelli che desiderano avvicinarsi al teatro. A presto i nuovi sviluppi, i nuovi germogli di primavera.

Elisa Brucellaria (per il teatro delle brame)

Share this Post

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.