andrearossella/ settembre 5, 2018

Guardare una serie tv – passatempo sempre più in voga – ci sembra una attività impossibile da portare a termine; però pensare di potercela fare è possibile (sempre che si abbia bisogno di trovare modalità con cui “passare” il tempo, ovvero, sempre che si abbia tempo in avanzo!). Ci diciamo: “Potremmo iniziare a guardare una serie, ne guardiamo un pezzettino ogni sera…”. Ma poi non se ne fa nulla.
Ci sono poi cose che da fare sembrano impossibili, come leggere un bel romanzo da 1000 pagine. “Ma dove lo troverò il tempo?!” Si dice Andrea. Ma poi lo trova il tempo, perché leggere è troppo coinvolgente. Piuttosto dorme meno, ma legge.
Poi ci sono cose che sembra impossibile riuscire a fare, e che anche concedersi di pensarle possibili sembra una sfida alla ragionevolezza.
Fare qualche giorno di vacanza senza figli. Non sto scherzando, non sto parlando di un evento paranormale. È possibile, sappiamo che è possibile. Diciamo di più: lo abbiamo fatto!
Come ogni anno cerchiamo di individuare sul calendario una finestra di tempo che possa fare coincidere una serie di eventi tanto numerosi e distanti tra loro (manco le congiunzioni astrali!):
 le ferie di Andrea;
 le ferie di Rossella;
 le ferie dei nonni;
 le ferie dei nonni in cui i nonni non vanno via;
 le ferie dei nostri fratelli in cui loro e le loro famiglie sono in vacanza (e così non richiederanno i tanto preziosi servigi dei nonni per i loro figli);
 la combinazione di biglietti andata e ritorno che si attesti a un livello tendente ai 20 euro a testa;
 la disponibilità di qualche amico a passare uno dei giorni in nostra assenza insieme a qualcuno dei nostri figli per alleggerire il carico dei nonni;
 l’attenzione al fatto che al nostro ritorno possiamo avere qualche giorno per dedicare un po’ di tempo ai nostri figli e scongiurare così il rischio di irreversibili danni psicologici e emotivi dovuti al distacco genitoriale.
Altra cosa molto importante: come li dividiamo? Una nonna chiede se per favore possiamo dargli i più grandi, l’altra, pure. Ok, nonni, non è possibile, abbiamo due figli grandi e due figli piccoli. E quindi iniziamo a pensare: Maddalena può stare con Natan dalla nonna Fiorenza? O è meglio che invece Giovanni stia con Natan dalla nonna Caterina? Ed Emanuele con chi litiga di meno? Tutto questo cercando di trovare un equilibrio fra le età, le competenze, le relazioni, l’impegno fisico necessario per gestirli. E consapevoli che per i nostri figli sarà comunque una vacanza bellissima: i nonni gli faranno bere il latte, mangiare le merendine (vi rendete conto, le merendine!!), guardare la televisione. Li porteranno in piscina, al supermercato, a vedere le mucche. Li vizieranno, gli daranno gelati tutti i giorni e chi più ne ha, più ne metta.
E quindi: fare una valigia che non sembra una valigia. O perlomeno: non sembra una delle solite valigie che facciamo quando andiamo in vacanza con i figli. Così ci capita di riempire la valigia e di renderci conto che non abbiamo abbastanza cose da metterci, e quindi di svuotarla e di riempire l’invicta, che va più che bene.
Partire con un po’ di serenità, un po’ di trepidazione e un po’ di sensi di colpa. Per il carico che stiamo dando ai nonni, che sono i migliori nonni del mondo, ma che, anche se non ce lo dicono, non si sentono più dei ragazzini. Nei confronti dei nostri figli, che si sentono forse un po’ messi da parte. Per tutti quelli che ci dicono: “Ma andate via da soli con 4 figli? Ma come fate?!” E noi, che ce la facciamo, ci domandiamo se forse dovremmo farci più problemi. Ma fortunatamente questi pensieri durano giusto le prime 2 ore!
Ma perché tutto questo? Per discutere senza controllare che i figli non ti stiano ascoltando, per parlare con la possibilità di finire le frasi senza essere interrotto per l’ennesimo bambino che ti dice “ho la cacca!”, per guardarsi stando in silenzio, e per molto altro ancora, abbiamo scoperto che questi spazi in cui siamo solo noi due, sono molto importanti. Per ricordarci com’è dedicare tutte le nostre attenzioni al partner, e ricordarci delle delicatezze della vita di coppia… che sono più difficili di quelle che abbiamo coi i figli: i figli ti prendono come sei, sei un genitore, accidenti, sei comunque perfetto per loro (almeno per i primi anni)! Perché prenderci dello spazio e del tempo per noi due, è il regalo più grande che possiamo fare ai nostri figli (beh anche noi!).
Ed essere solo in due, qualche giorno all’anno, SI PUÒ!

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