Giulia/ Novembre 2, 2018

L’altra sera sono andata a cena a casa di mia cugina. Nel suo palazzo ci sono due ascensori, e quando la sera siamo andate via io e mia figlia abbiamo fatto la gara per vedere quale ascensore arrivava prima… Una cosa fatta con leggerezza, senza pensare di creare disturbo a nessuno. Prendiamo l’ascensore vincitore e scendiamo dal quarto al piano terra: si aprono le porte e di fronte a noi c’è una coppia sulla sessantina, con il cane. Io saluto come faccio sempre quando mi trovo faccia a faccia altre persone ed usciamo.

Aveva ragione eh, perché non si chiamano due ascensori quando se ne usa solo uno, ma giuro che non pensavo di avere fatto una cosa che poteva disturbare così tanto un uomo da farmi una ramanzina, in un modo maleducato e presuntuoso oltre ogni dire nonostante mi desse del lei. Ho concluso, invece che chiedendogli scusa come avrei fatto con chiunque altro, dandogli del cafone e anche del cretino (quello però non gliel’ho detto perché io invece sono una persona educata) e sono andata verso casa con la mia bimba che un po’ c’era rimasta male.

Mi viene però da chiedermi perché le persone debbano vivere la quotidianità con tutta questa pesantezza e astio, rendendo spiacevole ogni situazione che potrebbe essere risolta molto meglio con un minimo di pazienza ed un sorriso. Io ci provo a non suonare subito al semaforo quando scatta il verde, a fare passare una macchina quando si immette in una strada dove sto viaggiando io, a trattare con cortesia le persone che incontro o che sento per telefono e a ringraziare, sempre. E devo dire che non costa una gran fatica. Trovo che perdere tempo per infastidire il prossimo sia veramente stupido.

Odio peraltro anche perdere tempo per dare fastidio a me stessa leggendo un libro o guardando un film che mi fanno stare male in modo gratuito. Di contro, mi piace leggere un bel libro leggero e scritto bene, anche se non mi fa riflettere o non mi dà grandi risposte sul senso della vita e di tutto il resto. Basta che mi regali qualche ora in compagnia di buoni sentimenti, quelli che poi bisognerebbe portarsi anche fuori di casa.

Il libro che mi viene in mente a questo proposito è “La kryptonite nella borsa” di Ivan Cotroneo (anche questo alla Panizzi, chiedo venia…). E’ un bel libro. Leggero, intelligente, ambientato in una Napoli piena di sole e di persone vere e un po’ matte. Con anche un pizzico di magia se vogliamo crederci. E’ stato tratto anche un film, stesso titolo, bello anche lui…

E qualcosa questo libro poco impegnativo (perché oltretutto è scritto molto bene) ce lo dice. Ci dice che nella vita le situazioni antipatiche ci sono e non c’è modo di evitarle, ma affrontarle con un po’ di ironia, immaginazione e gentilezza le rende più sopportabili.

Ho chiesto a mia cugina informazioni sul cretino dell’ascensore. Mi ha confermato che quello è il suo modo di fare normale. Forse si potrebbe regalargli qualche bel libro leggero come quelli che piacciono a me e vedere se riesce ad assorbire qualche energia positiva. O alla peggio, se proprio non funziona, tirarglieli in testa. Sarà meno costruttivo, ma probabilmente più divertente.

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