Eluccia/ Novembre 9, 2018

Sembrano un girotondo, un po’ bislungo come quello dei bambini che giocano a tirarsi di qua di là dopo due o tre giri ordinati.

A guardarlo bene però è come un triangolo, rettangolo per la precisione. Novanta gradi precisi e via Wybicki è l’ipotenusa.

Su ogni lato tante finestre sbirciano tra i rami del parco.

 Non ci sono mai passata di notte. Di sera qualche volta l’ho attraversato, o meglio quando è già un po’ buio, in autunno o in inverno. Ma di sera mai.

Chissà com’è bello vedere tante lucine: finestre con le tende, finestre senza tende, con le imposte un po’ socchiuse o già serrate da cui filtrano le righe della luce di dentro.

Si vedranno le sagome degli alberi o ancora qualche sfumatura di verde scuro delle foglie?

E in autunno, quando i colori cambiano, come sarà guardarli dal terzo piano, o dal quarto di alcune scale?

Se qualcuno mi invitasse a bere un caffè dopo cena, di sicuro la prima cosa che farei sarebbe chiedere di affacciarmi sul parco e guardare.

E ad ascoltare i rumori diversi che di giorno non sento. Forse, in estate vedrei, le lucciole.

Share this Post