Andrea/ Gennaio 17, 2019

L’altro giorno io e mia moglie, Karin, ci siamo fatti due conti in tasca. Vuoi mai che tra bonus bebè, assegno di cittadinanza, contributo per le nascite, e così via, facciamo il botto?! Ci siamo detti. Anche perché noi – chi ci conosce lo sa – per  invertire la tendenza alla decrescita ci abbiamo messo il nostro buon impegno! Nonostante il fatto di non aver visto per anni uno straccio di assegno familiare (triste sorte di chi, pur genitore come gli altri, non ha una posizione di lavoratore dipendente come noi).

Ecco quanto: un figlio al nido ed uno alla scuola dell’infanzia comunali, due figli alla scuola primaria statale, ma a tempo lungo – esclusi i contributi più o meno volontari per l’ampliamento dell’offerta formativa – ci costano ogni mese 700 euro.

A questo punto ci è risuonata in testa la classica domanda che ci fanno da anni amici e conoscenti “ma non ci avete mai pensato ad andarvene in Svezia?”

Perché è  vero che non si possono fare paragoni, è vero che a Reggio Emilia si sta meglio che in altri posti, dove la quantità e la qualità dei servizi non è neanche lontanamente paragonabile, ma è anche vero che esistono posti dove, conti alla mano, saremmo stati meglio. Tutto dipende dal parametro di riferimento. In Svezia ad esempio, dove Karin è nata, avremmo speso si e no 300 euro. Con la differenza ci potevamo ripagare il mutuo, per dire.

E’ che sbadati, non ci abbiamo pensato, subito. Che avremmo avuto non uno, non due, non tre, ma quattro figli. Che alla prestazione occasionale, al co.co.co., non sarebbe seguito, che un co.co.pro, la partita IVA, ecc. Che i servizi, per chi ha meno diritti di altri, si pagano… insomma, colpa nostra. O della nostra incoscienza, buona fede o fiducia nel futuro.

La domanda, però, è lecito farsela e a noi è venuta spontanea: ma non si potrebbe, come in Svezia, per una serie articolata e ben motivata di ragioni, rendere gratuiti almeno i nidi? Tutti i nidi, laddove esistono. Almeno per chi, oltre che dall’esigenza, è mosso dall’autentica convinzione del loro valore educativo e sociale?   

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