Fortunato/ Febbraio 18, 2019

Ricordo che quando io ero bambino i kiwi erano ancora frutti esotici, che non rientravano tra le poche varietà che acquistavano i miei. Tuttavia mia madre grande consumatrice di frutta, incuriosita dalla nuova proposta, nelle giornate in cui al mercato erano in offerta ne prendeva qualcuno, giusto per inebriare i sensi pensando agli immaginari luoghi in cui quei frutti maturavano.

Ricordo ancora che la mia nonna paterna, dapprima sospettosa nei confronti di questo forestiero, dietro i ripetuti inviti ad assaggiare, già settantenne si innamorò della bacca asiatica.

Trascorse qualche anno prima che il kiwi si ritagliasse la propria quota di mercato e in seguito divenisse cittadino naturalizzato. Le condizioni per l’accoglienza si erano create, finita la mia fanciullezza, lungo la statale 18 della mia provincia, i coltivatori più audaci iniziarono ad espiantare gli agrumeti per impiantare la liana asiatica.

Rispetto ai miei ricordi il mondo è proprio cambiato.

Oggi l’Italia è il secondo produttore mondiale di kiwi. La pianta di natura dioica ha attecchito anche in pianura padana. Adesso che la spesa la faccio io i kiwi sono frutti che si trovano tutto l’anno, anche a prezzi popolari, e li compro presso la GDO o al mercato del contadino in piazza Fontanesi, e in alcuni periodi dell’anno tramite il G.A.S. (gruppo di acquisto solidale) al quale sono associato.

Ecco, mi è appena venuta in mente un’idea, non è per la città, o forse si.

L’idea è: si potrebbe combinare di andare al mercato del contadino con i bambini e fargli fare la spesa, prendere giusto qualche prodotto. Magari un’uscita con tutti i bambini del quartiere, avrebbe un effetto significativo nel vissuto del bambino, e nella percezione dei contadini in piazza Fontanesi. In alternativa, provare ad andarci con i propri figli, per incentivarli gli si propone una brioche in uno dei bar in piazza o qualcosa al forno, e poi si fà la spesa.

Per saperne di più su i gruppi di acquisto puoi visitare

http://www.economiasolidale.net/

Per conoscere il gruppo di acquisto solidale di Reggio Emilia

http://www.gaslegiare.org/
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