Anna/ Febbraio 24, 2019

Forse è solo nella fantasia, ma ricordo l’appuntamento del Carnevale del paese, al quale tutti, secondo competenze partecipavano. Le mamme e le nonne facevano i costumi, gli uomini erano i consulenti tecnici del carro e di tutti i tecnicismi, i giovani adulti e adulti (non meglio specificati) sceglievano temi, scenografie e scenette.

Tutte queste attività non servivano poi altro che ad incontrarsi per discutere, commentare, spettegolare, cacciar la noia, per i più fortunati flirtare, che poi in paese si diceva “filare”, ognuno faceva la sua parte insomma, del resto la tele era noiosa, la scuola non bastava per approfondire e forse la spesa si faceva più in fretta perché a febbraio fa freddo e non c’è tempo di ciarlare.

Non credo che in molti si ponessero il problema se fare qualcosa per far divertire i bimbi e i ragazzi fosse una perdita di tempo, forse perché il tempo non era così assurdamente fagocitato in tutte le sue parti e non dovevi leggere mail dopo le 21 o forse perché l’ovvio era a portata di mano : stare insieme, costruire insieme è semplicemente più bello che stare da soli.

Chissà cosa appartiene alla fantasia e cosa alla realtà … troppo piccola e distratta per ricordare con chiarezza. Con chiarezza però ricordo l’emozione della sfilata, il sentirsi insieme, carichi per vincere, gli sfottò con gli altri quartieri, le risate, i coriandoli e la schiuma da barba molto più concreta che le stelle filanti spray per correre dietro al “nemico”.

Mi piacerebbe ringraziare tutti gli adulti che allora “perdevano” tempo per allestire tutto questo, che facendo comunità fra loro l’hanno creata anche per noi.

Senza progetti ma con i bimbetti,
senza tormento e con divertimento
senza concetto ma con della natura il rispetto
senza privè, ma (forse) con vin brulè
senza sobrietà ma con umiltà
La sfilata dai portici di via Wybicki partirà!

Quando, dove, come?

Domenica 3 marzo 2019 ore 15,30, dai portici di via Wybicki 13 verso il centro sociale Buco Magico con allegre tappe qua e là.

Il tema è “la natura”, ma ognuno/a venga vestito/a come vuole, con strumenti veri o improvvisati e tanta compagnia.

Se piove, pace: liberi tutti!

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