Eluccia/ Marzo 13, 2019

Ecco, ci siamo. Adesso è proprio primavera. Non c’è stato ancora l’equinozio, ma l’aria e la luce sono diverse, già da qualche giorno.

Non vedevo l’ora di trovarle. Il colore, la dimensione, da sempre mi catturano. Sono anche andata a cercare tra le pagine di cromoterapia: confermano. Mi ci ritrovo.

È il colore della calma e della meditazione, modera l’irritabilità e seda gli stati impetuosi di irragionevolezza improvvisa.

Chissà, se è proprio così, ma quando le vedo mi incanto, mi si apre il cuore. Mi si apre il petto e respiro aperto. O sarà perché non sono appariscenti? O perché stanno in mezzo a tanto verde e bisogna cercarle…

Stavo tornando a casa, questa mattina, e improvvisamente, ai piedi della siepe, in una crepa del marciapiedi le ho viste, erette, aperte. Ho dovuto coglierne una, faccio così tutti gli anni: è un rito, ormai, farla seccare tra le pagine della mia agenda, assieme a tutte le altre mie cose importanti.

E con grande sorpresa, aldilà della siepe, ce n’era una macchia molto grande.

Sì, allora è proprio primavera.

Ne ho raccolte solo pochissime, di viole, – un po’ mi dispiace strapparle da terra – assieme ad una pratolina, che a casa ho subito messo in acqua, in una bottiglietta dal collo stretto.

Mi è anche venuta l’idea di provare a fare il liquore, quest’anno.

Se ci sono le viole, tra qualche giorno, allora, esploderanno di fiori anche i pruni della Rosta!

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