Eluccia/ Marzo 19, 2019

…e dopo pochi giorni i pruni sono fioriti.

Comincio alla mia tenera età a capire la lezione dei miei nonni contadini che leggevano i segni delle stagioni, i segnali propizi per compiere questa o quella operazione ed avere raccolti un po’ più copiosi, secondo le piogge, le semine, le arature…

Anche Guccini nei suoi 12 mesi mi sollecita ad ascoltare la natura, nei suoi molti manifestarsi, per cogliere trasformazioni e mutamenti, così che, dopo anni che attraverso via Wybicki, sono riuscita a rendermi conto che dopo le viole la terra si è svegliata e comincia ad offrire tutte le sue meraviglie, dopo il riposo d’inverno.

Non ci vuole molto, ma io me ne sono accorta adesso.  Potevo essere un po’ più accorta, fare senza i versi di Guccini. Però ci sono arrivata, da sola e proprio con le mie gambe

Sono fioriti. Sono bellissimi. Alcuni piccoli rami arrivano all’altezza dei miei occhi e riesco a guardarli da vicino, con quel loro colore rosa che non riesco a definire se non cercandolo nella mazzetta del Pantone, per quante sono le tonalità.

Oscillano tra il 131406 rose-cloud ed il 131520 rose-quarz, tra il peach 162 C  ed il cameo rose 141310.

Forse era meglio quando cercavo di disegnarle coi pastelli di legno dell’astuccio delle elementari. 12 matite: rosa, bianco, una punta con mano leggera di rosso poi le foglie. Il bordò, come sentivo dire, c’era nell’astuccio, meno male, se no non avrei potuto tracciarle.

Non credo che i miei sapienti nonni cercassero le definizioni e le sfumature delle parole. Erano arrivati i fiori. Dei pruni (i cagnetti), poi dei mareni, poi dei ciliegi, poi dei meli…insomma si preparavano a lavorare sempre di più, perché d’estate c’erano da riempire le dispense e i granai e le botti

Beh, son proprio belli. Se scorri con lo sguardo tutto il viale l’effetto è magico: quell’infilata di chiome rosate, che spiccano contro il blu di primavera se c’è il vento, o contro le nuvole bianche come cotone, o contro il grigio opaco se marzo pazzerello si prepara a farci aprire l’ombrello.

Sarebbero bellissimi, perché ne mancano tanti. Con tante automobili sui marciapiedi.

Ho contato 15 buchi, dove prima svettavano altrettanti pruni, solo fino alla Biblioteca, un quarto del viale.

Peccato.

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