Eluccia/ Marzo 28, 2019

Era nata il 21 a primavera.

Non ho mai saputo leggere poesie, non mi sono mai educata a farlo. Ma questo incipit mi aveva da subito fatto fermare.

Io, che quando leggo devo andare avanti, avanti di corsa per capire situazioni, azioni, personaggi, ambienti, mi ero fermata. E ho cercato altre sue poesie.

Sui navigli ho voluto guardare la casa in cui ha vissuto, con quegli occhi grandi, quegli improbabili make up e la sigaretta sempre tra le dita smaltate di rosso. Per cercare di costruire una immagine più completa di quella donna che mi ha fatto toccare la poesia, o quanto meno iniziare a capirla intorno a me.

Questa mattina (n.d.r. 21 marzo) ho incontrato nel mio cammino piccoli cippi di pietre dipinte di blu (come il cielo di primavera, o come la bandiera dell’Europa) tenere fermi piccoli fogli di poesie di Pablo Neruda: li avevo sentiti dalle finestre di casa e, affacciandomi, li avevo visti uscire da scuola con insegnanti, genitori e nonni con carrettini pieni di strane cose blu.

Erano i bimbi della scuola qui vicina che portavano nelle strade del quartiere il loro messaggio di poesia, un gesto per viverla insieme.

E oggi, non lo ricordavo, è la giornata dedicata nel mondo alla poesia.

Alda la cercava ovunque.

Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.

Alda Merini, Ho bisogno di sentimenti
Share this Post