Associazioneviawybicki/ Settembre 24, 2020

Questo romanzo è uscito nel 2019 per la casa editrice E/O, si è fatto strada poco a poco attraverso il passaparola e ora è diventato un caso letterario

E’ uno di quei libri che dividono i lettori in chi lo ha amato e chi non lo ha sopportato e ha fatto pure fatica a terminarlo.

Mi sono divertita a guardare su internet le recensioni dei “detrattori”. Criticatissimi i flashback, che sono molto chiari invece, anche perché scanditi nei diversi capitoli. Evidentemente ci sono lettori stanchi.

Ma, per lo più, la critica è rivolta al fatto che alla protagonista del libro, Violette, accadono troppe cose, tutte a lei. Seguendo questo ragionamento non avremmo avuto quel bellissimo film che è Forrest Gump! Come quel film è un affresco della storia americana disegnato attraverso la vita del protagonista, “Cambiare l’acqua ai fiori” è un compendio sull’amore, sulle varie forme che l’amore può prendere nella vita delle persone, quello scontato, quello impossibile, quello insperato, quello per un marito, per un figlio, per uno sconosciuto (e comunque non accade tutto a Violette, altre storie le ruotano attorno).

Altri lo hanno trovato stucchevole, lungo, noioso. Io queste 473 pagine le ho lette tutto d’un fiato, in pochi giorni.

Va detto che ogni libro non è tale in sé e per sé; quando leggiamo il filtro delle nostre esperienze muta ciò che lo scrittore voleva dire e ci fa percepire e assorbire il suo messaggio in modo personale rispetto agli altri lettori, ma anche diverso rispetto al periodo che noi stessi stiamo vivendo: se potessimo leggere lo stesso libro in due momenti diversi della nostra vita, ciascuno come se fosse unico, sicuramente ci farebbe due impressioni diverse.

Io questo libro l’ho amato moltissimo probabilmente perché non c’era un momento migliore per me in cui leggerlo. E perché immedesimarsi con Violette è stato un attimo: come lei vivere un’assenza, avere una ferita antica che non si cicatrizzerà mai, la volontà di migliorarsi, di smarcarsi dal passato, sentire lo stupore per qualcosa di nuovo e inaspettato. In questo senso comprendo che questa storia possa non piacere a tutti: non siamo tutti delle Violette. Ma dispiace che di tante sfaccettature dell’amore che Valérie Perrin ci mostra ci sia chi non ne ha trovata nessuna da fare sua; forse, nel tempo, qualcuno non ha cambiato l’acqua ai fiori, e questi sono appassiti.

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