Salve, io mi chiamo Margherita, e come molti di voi sapranno sono la figlia di Freak.

Mio padre viveva sul palco. Viveva del suo lavoro. Ci sono stati parecchi Natali che lui non ha passato in famiglia, perché aveva qualche concerto, qualche intervista. Io l’ho un po’ odiato per questo. Pensavo che mi stesse trascurando. Pensavo che fosse disinteressato.

Adesso forse ho capito. Non so se vi è mai capitato di sentirvi tristi. Ma tristi tristi. Tanto tristi da chiedervi del senso della vita, il perché delle cose. A me a volte capita. A mio padre capitava sempre.

Siete tristi perché vi manca qualcosa. Non è così? Altrimenti avreste l’animo appagato e soddisfatto.

Ma che cosa manca? Magari perché non ho il nuovo iPhone. Magari perché non ho un ragazzo, ed oggi è S. Valentino.

Ognuno a suo modo cerca di colmare il vuoto che sente. Mio padre lo colmava con la droga, con i concerti, con storie d’amore improponibili.

Mio padre era uno triste, uno senza speranza, nel senso buono. Un’infelice, un irrequieto.

Ho trovato l’altro giorno nel suo portafoglio, una frase che aveva scritto lui, chissà in quale circostanza.

«Perciò io non terrò la bocca chiusa, parlerò nell’angoscia del mio spirito, mi lamenterò nell’amarezza del mio cuore». (Giobbe 7:11)

Mio padre era un grande perché gridava, non si accontentava. Perché il suo desiderio di felicità era più grande di qualsiasi concetto, droga o storia d’amore.

Citando una sua frase:

“Dio ci deve delle spiegazioni”, speriamo che adesso gliele dia.

Il discorso d’addio di Margherita Antoni, ai funerali del padre, Roberto “Freak” Antoni (Bologna, 16 aprile 1954 – Bentivoglio, 12 febbraio 2014), cantautore, scrittore, poeta, artista performativo, fondatore e leader degli Skiantos, il primo gruppo rock demenziale italiano.