Alcuni giorni fa, mi è capitata una cosa che mi ha colpito molto. Ho incontrato una mia cara amica in centro a Reggio. Era un po’, forse un anno o più che non andavo in centro a Reggio. E’ stata un emozione, riconoscersi nonostante la mascherina. Saranno stati gli occhi, e poi la voce. Le relazioni sono ricordi che vivono.

Ci siamo persino avvicinati, forse in modo istintivo, a tal punto che per una frazione di secondo, lei mi ha incidentalmente toccato con una mano, il braccio. Ma subito si è ritratta, scusandosi.

Anche se avevo la mascherina, e non si poteva vedere. Sono arrossito. Non ho detto nulla, neanche “figurati, può capitare”. Chissà cosa avrà pensato. Chissà il senso di colpa. Per avermi toccato.

Ma la mia era un emozione, non timore, né vergogna. Per un contatto, tanto inaspettato, quanto desiderato, di cui oggi ci dobbiamo scusare, senza sapere davvero il perché.

Ecco, alcuni giorni fa in centro a Reggio Emilia, ho capito che cosa abbiamo perso davvero in questo anno: il senso della misura.

La misura tra noi.