Il Mindful Eating per un rapporto più sano, libero e attento con il nostro corpo e con il cibo.

“Il nostro corpo dovrebbe essere un territorio di libertà, scoperta e autodeterminazione, ma la società in cui viviamo stabilisce canoni e misure che portano a considerarlo semplicemente giusto e normale oppure no. Se il nostro è un corpo non conforme, la società ci fa capire che abbiamo qualcosa che non va, qualcosa di cui dovremmo vergognarci e cercare di cambiare a tutti i costi…”

Cito Maura Gancitano, nell’edizione italiana del libro Fat shame. Lo stigma del corpo grasso, perché queste parole fanno riflettere sul nostro essere costantemente in lotta con noi stessi, con il nostro corpo e con il cibo.

Siamo diventati dei mangiatori ansiosi, viviamo tra diete ferree, sgarri e sensi di colpa. Il volume delle voci esterne è sempre più alto e non ci permette di ascoltare quello che ci dice il corpo.

In realtà, il corpo sa: abbiamo una saggezza alimentare interna che a causa di troppi condizionamenti ambientali tendiamo a zittire; per colpa di pensieri e lavoro mastichiamo preoccupazioni e non entriamo mai davvero a contatto con la fame reale.

Il cibo è un bisogno primario – appena nasciamo impariamo a respirare e a mangiare – eppure oggi è diventato un nemico e le nostre battaglie contro di esso sono causa di terribili stress emotivi. L’origine di queste battaglie e di tanta sofferenza non è nel cibo in quanto tale, ma  “nella mente che pensa e nel cuore che sente”.  Le critiche non ci fanno mangiare di meno e non ci aiutano, le diete restrittive spesso danno risultati temporanei e a volte possono innescare abbuffate o circoli viziosi.

La verità è che abbiamo bisogno di fare pace.

Per fare pace dobbiamo riprendere il dialogo con il corpo e chiedergli in primis: “tu di cosa hai bisogno in questo momento?”.

Un approccio nuovo, gentile e rispettoso che ci può aiutare in questo è il Mindful Eating, la branca della mindfulness legata all’alimentazione. Mangiare in piena consapevolezza, questo è l’obiettivo. E non davanti al pc, ma ponendo attenzione a tutti i sapori, agli odori, ai colori del piatto, e soprattutto osservando le sensazioni del corpo, il senso di fame e di sazietà e le emozioni, spesso motore di tutto.

Il Mindful Eating ci insegna ad essere presenti nel momento del pasto, per trarne il maggior piacere possibile, in modo da non aver bisogno di quantità abnormi per essere soddisfatti; ci aiuta a ritrovare la libertà nel mangiare e a saper distinguere i vari tipi di fame. Lo sapete che esistono 9 tipi di fame?

Dobbiamo recuperare una relazione sana, gioiosa e serena con il cibo e con il corpo, ce lo meritiamo!

Iniziamo con il pensare al cibo come fosse un buon amico: dedichiamogli tempo, rispetto e amore proprio come faremmo con qualcuno a cui teniamo. Torniamo ad ascoltare il nostro corpo, a fidarci di lui e dei suoi segnali; ad accettarlo per ciò che è, senza disprezzarlo per i canoni e le misure che non rispetta.

Facciamo pace!

Martina Montecchia