Secondo uno studio del prof. William Tunstall-Pedoe dell’Università di Cambridge, l’11 aprile 1954 è considerato il giorno più noioso della storia. Non c’è stato nessun evento di rilievo riscontrato nel contesto mondiale. Oggi, a 67 anni dalla data fatidica, mi chiedo: come mai l’illustrissimo professore si è cimentato in questa impresa? Con che sentimento ha condotto una ricerca del genere? E anche, come sono arrivata a scoprire questa cosa inutile?
In effetti la risposta è sempre la stessa ed che è anche l’oggetto della ricerca e la nostra condizione odierna.

Lei, la Noia.

Da un anno a questa parte siamo costretti a casa, in un tira e molla di aperture e ri-chiusure che inevitabilmente ci stanno iniziando a dare noia. L’anno scorso di questi tempi la situazione era in qualche modo peggiore di oggi, non c’era la luce alla fine del tunnel che è il vaccino, si usciva solo per andare a fare la spesa, si passeggiava entro i 200 metri da casa. Eravamo appena entrati in contatto con una situazione che nessuno di noi aveva mai affrontato prima, una situazione gravissima, neanche a doverlo ribadire. Eravamo spaventati ed impreparati. Tutti noi abbiamo avuto problemi dovuti a questa situazione, chi più chi meno pesanti. Problemi economici, di salute, psicologici.
Ma l’anno scorso reagivamo. Si metteva la musica dalle case, si suonava e cantava dai balconi, si mettevano striscioni che inneggiavano all’ottimismo. Io, dal canto mio, ho scoperto che stando tante ore a casa e non in ufficio si trovano un sacco di cose da fare: ho iniziato a ricamare, ho guardato tutto trono di spade (73 episodi), ho imparato come si puliscono a fondo i tappeti. Ho iniziato a fare yoga e, timidamente, a cucinare.
Ma oggi siamo debilitati: la Noia, come il Nulla della Storia Infinita, ha preso il sopravvento e si sta mangiando tutte le iniziative.
Non si sentono musiche dai balconi, non si organizzano aperitivi via zoom, non si prenotano le vacanze. Non si fanno più progetti per il futuro.
Siamo tremendamente annoiati.

Sono così tanto annoiata che non cerco neanche un finale ad effetto per il pezzo, tanto so già che vi sarete già annoiati a leggerlo.

(foto di Kourtney Roy, serie autoportraits ii)