Da questo punto di vista, erano entrati nell’ordine stesso della peste, tanto più efficace quanto più era mediocre. Nessuno, tra noi, aveva più grandi sentimenti; ma tutti provavano sentimenti monotoni. “È ora che finisca”, dicevano i nostri concittadini: in periodo di flagello, infatti, è naturale augurarsi la fine delle sofferenze collettive, e davvero essi si auguravano che finissero. Ma questo si diceva senza il fuoco o l’acre sentimento del principio, e soltanto con alcune ragioni che ancora ci rimanevano chiare, molto poche. Al selvaggio slancio delle prime settimane era succeduto un abbattimento che si avrebbe avuto torto di prendere per rassegnazione, ma che tuttavia era una sorta di provvisorio consenso.

Albert Camus, La peste

(La foto è di Francesco Faraci, fotografo, e non solo)

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