Sostiene Quelo, che il tempo non esista, ovvero che sia solo una nostra invenzione. Una invenzione dell’uomo e della donna. Per cui, cosa sia un minuto, un’ora o un anno – sostiene Quelo – è solo una mera convenzione. Come darsi del “tu” piuttosto che il “lei”, pagare ognuno il suo o alla “romana”, o spostare le lancette dell’orologio tra l’ora solare e l’ora legale.

Piuttosto, ciò che davvero esiste e di cui abbiamo davvero esperienza, o bisogno, è lo spazio.

Pensando a quest’ultimo anno, se ha ragione Quelo, ciò che abbiamo perso non è, quindi, un monte di tempo, quanto di spazio. Di spazio tra noi.

Vista così, però, non ha senso rimuginare sul tempo perso, che tanto, si sa, quello non esiste, quanto su come prenderci uno spazio insieme. Perché c’è, anche se non ce ne accorgiamo.

Così pensando, tra me e me, mi sono accorto che oggi è il 18 aprile. E devo essere sincero, per me il 18 aprile è soprattutto una canzone.

La canzone ha proprio come titolo “Vi ricordate quel 18 aprile” ed è stata scritta da Lanfranco Bellotti, ma è stata resa famosa, molto poi dal gruppo bolognese dei Disciplinatha negli anni novanta, ma molto prima da una donna mantovana, Giovanna Daffini. La canzone racconta della seconda volta che tutte le italiane e tutti gli italiani hanno potuto votare liberamente insieme. Era il 1948, e dopo aver fatto la repubblica, se ne decideva il parlamento.

Giovanna, punk ante litteram, suonava la chitarra, suo marito il violino, e vendevano le loro canzoni per i mercati, le feste di paese ed i matrimoni della bassa reggiana.

I risultati di quelle elezioni furono annunciati il 22 aprile, proprio il giorno del compleanno di Giovanna, ed il testo, scritto il giorno dopo quelle elezioni, recita così:

Vi ricordate quel diciotto aprile

d’aver votato democristiani

Senza pensare all’indomani

a rovinare la gioventù

O care madri dell’Italia

e che ben presto vi pentirete

I vostri figli ancor vedrete

abbandonare lor casolar

Che cosa fa quel Mario Scelba

con la sua celere questura?

Ma i comunisti non han paura

difenderanno la libertà